BERTUZZI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’economia e delle finanze - Premesso che:
le profonde trasformazioni economiche e sociali degli ultimi decenni e la rapida evoluzione dei bisogni di cittadini e consumatori hanno arricchito di nuovi contenuti le aspettative della società nei confronti del settore agroalimentare;
la tradizionale funzione economico-produttiva dell’agricoltura rimane primaria ma, per essere svolta al meglio, deve essere posta nelle condizioni di incentivare la crescita imprenditoriale, in particolare femminile e giovanile, sostenere nuove professioni, concepire moderni e sostenibili spazi di sviluppo, valorizzare il lavoro all’interno di rigorose logiche di legalità e dignità delle persone;
è fondamentale puntare sul valore pubblico del “bene” agricoltura, potenziale settore traino della crescita economica del Paese, di modo che questo possa giovarsi dell’apporto determinante di imprese agricole condotte da soggetti giovani e generalmente più predisposti all’innovazione;
anche prima dell’attuale crisi economica globale, l’accesso al bene terra è stato il primario e più difficoltoso sbarramento al ricambio generazionale in agricoltura;
è pertanto necessario dar voce alle richieste avanzate ormai da tempo dalle associazioni di giovani imprenditori agricoli, predisponendo una serie di norme volte a facilitare l’accesso al credito e l’acquisto dei terreni e a tutelare il buon esito dei passaggi di proprietà;
considerato che:
per favorire il ricambio generazionale e, in particolare, promuovere e valorizzare l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo e il primo insediamento dei giovani agricoltori, la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), all’articolo 1, commi 1068 e 1069, ha istituito il Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, con dotazione finanziaria di 10 milioni di euro per il quinquennio 2007-2011, esteso al comparto ittico dall’articolo 2, comma 120, della legge 29 novembre 2007, n. 224 del 2007 (legge finanziaria per il 2008);
a partire dall’anno 2009, il Fondo è stato ridotto nella dotazione di 5 milioni di euro annui dall’articolo 60 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
nel giugno 2009, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali pro tempore, Luca Zaia, annunciava, con numerose dichiarazioni di stampa, il progetto denominato «Rinascimento verde», per cui si prevedeva l’assegnazione a giovani agricoltori di terre demaniali a vocazione agricola, stimate in 10.000 ettari, con bando pubblico a progetto, a partire da un censimento delle stesse;
in seguito, la proposta si è solo parzialmente realizzata con l’articolo 4-quinquies, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, secondo cui l’Agenzia del demanio, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, aveva il compito di individuare i beni liberi di proprietà dello Stato aventi destinazione agricola, non utilizzabili per altri fini istituzionali, per favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile, anche attraverso interventi di ricomposizione fondiaria;
Zaia ha lasciato l’incarico di Ministro per divenire Governatore del Veneto ed il progetto «Rinascimento verde» è rimasto lettera morta;
in data 13 ottobre 2010 è stato presentato dall’interrogante l’atto di sindacato 3-01638, volto all’acquisizione di maggiori informazioni circa lo stato di attivazione del progetto «Rinascimento verde», in particolare con riferimento all’effettuazione delle attività censuarie delle terre demaniali e dei bandi per l’assegnazione delle risorse;
rilevato che:
la situazione non muta fino all’approvazione della legge 12 novembre 2011, n. 183 (legge di stabilità per il 2012), il cui articolo 7 prevede che entro tre mesi vengano individuati dal Ministero delle politiche agricole, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, i terreni da alienare;
solo con il cambio di Governo si hanno le accelerazioni maggiori in materia di imprenditoria giovanile nel settore agricolo. Il primo provvedimento del nuovo Esecutivo, infatti, approva il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (cosiddetto decreto salva Italia), che contiene norme volte ad agevolare, rispetto a quanto già previsto dalla legge di stabilità, la vendita di terreni agricoli di proprietà dello Stato o di altri enti pubblici anche territoriali (Regioni o Comuni);
successivamente, è stato approvato il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (cosiddetto decreto cresci Italia), che introduce, all’articolo 66, una nuova disciplina per la dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola;
in particolare, al comma 1 dell’articolo 66 del decreto-legge n. 1 del 2012 si prevede che “Entro il 30 giugno di ogni anno, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto di natura non regolamentare da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, anche sulla base dei dati forniti dall’Agenzia del demanio nonché su segnalazione dei soggetti interessati, individua i terreni agricoli e a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato non ricompresi negli elenchi predisposti ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da locare o alienare”,
si chiede di sapere:
se e come i Ministri in indirizzo intendano procedere al fine di assicurare il rispetto della scadenza del prossimo 30 giugno per la stesura del decreto di natura non regolamentare di cui all’articolo 66, comma 1, del decreto-legge n. 1 del 2012, a partire dal quale potrà avere inizio la cessione delle terre pubbliche, misura da tempo attesa e che offre positive opportunità al sistema delle imprese agricole italiane;
se, conseguentemente, ritengano di acquisire dalle associazioni dei giovani agricoltori, che già si ritrovano insieme nell’Osservatorio per l’imprenditorialità giovanile in agricoltura, informazioni per la parte specifica di competenza, anche al fine di poter esprimere un’opinione ed offrire un contributo di merito.

