La manovra di oggi, l’Italia di domani

Lunedì sera presso il circolo PD di Coccanile si è svolta l’assemblea pubblica “la manovra di oggi, l’Italia di domani” alla presenza del segretario di circolo Silvano Graffeo, della Senatrice Maria Teresa Bertuzzi e del segretario provinciale Paolo Calvano. Nella sua relazione d’apertura, Graffeo ha delineato i punti critici della Manovra del governo Monti, inseriti in una lettera mandata a tutti i livelli di dirigenza, chiedendo di lavorare per una “maggiore equità ed una più intensa tassazione sui grandi patrimoni e sugli evasori fiscali”

“Come Partito Democratico abbiamo organizzato questa serie di incontri sul territorio per spiegare questa nostra scelta di sostenere il governo in carica”. Con queste parole Bertuzzi ha introdotto il suo intervento che partendo dall’inizio della legislatura ha toccato tutti i momenti critici vissuti dal 2008 ad oggi. “Molti commentatori non ricordano più quello che è avvenuto negli ultimi 3 anni e mezzo: grazie all’inadeguatezza di coloro che ci hanno guidato fino a ieri, oggi viviamo una situazione inedita e senza precedenti. Non possiamo chiedere all’esecutivo di fare in 60 giorni ciò che non è stato fatto in 10 anni”. Ma in tutti questi anni, il PD non è stato a guardare, secondo la Senatrice, che afferma come sia stato decisivo l’impegno dei democratici “nell’indebolire la  precedente maggioranza e nel creare le condizioni perché nascesse un governo di Impegno Nazionale”. Arrivando ai temi attuali Bertuzzi rivendica il ruolo centrale svolto dal partito in Parlamento per dare alla manovra quell’equità di cui tutti sentiamo un estremo bisogno “il recupero dell’indicizzazione sulle pensioni fino al triplo del minimo è stato possibile grazie alla nostra battaglia per l’aumento dell’imposizione sui capitali scudati, ma resta ancora molto da fare ed indubbiamente si poteva fare molto di più in questi termini, ma voglio ricordare che il Parlamento è sempre quello di prima: ogni nostra iniziativa deve essere mediata con quelle della destra”. Sul tema crescita Bertuzzi sostiene che l’Italia stia pagando la prolungata assenza di una strategia di politica economica e di una burocrazia opprimente. “Nostra aspirazione è quella di un reddito minimo garantito e di un nuovo sistema di welfare che in futuro possa coprire i lavoratori temporaneamente disoccupati”.

Agli interventi che hanno toccato molti punti, tra cui pensioni, sanità e liberalizzazioni, hanno risposto i dirigenti democratici, ribadendo l’impegno assoluto del partito. Paolo Calvano ha subito evidenziato la strategia seguita “siamo l’unico partito ad averci messo la faccia in questo percorso, mentre altri se ne stanno fermi a guardare ed a criticare. Voglio ricordare come in parlamento siano ancora sedute persone come Scilipoti e Cosentino, ed è evidente come questa non sia la nostra manovra. Quest’anno dovrà servire per lavorare sui temi che richiedono tutta la nostra attenzione, per arrivare alle prossime consultazioni elettorali forti di uno slogan che abbiamo fatto nostro: chi ha di più deve dare di più”.

Interrogazione: Simest e tutela del Made in Italy

La valorizzazione dei prodotti Made in Italy e la lotta alle contraffazioni che falsano il mercato dei prodotti alimentari, sono una priorità assoluta per la tutela dei consumatori e dei cibi che giungono sulle tavole delle famiglie italiane. Ma non solo: rappresentano anche una garanzia per coloro che operano nel settore esportando veri prodotti italiani, frutto della nostra cultura, esperienza ed innovazione. Per questi motivi, il Gruppo del Partito Democratico al Senato ha rivolto la seguente Interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, sulle azioni e sui comportamenti di Simest, azienda controllata al 76% da tale Ministero, che opera come partner qualificato delle imprese che scelgono di affermare la propria presenza sul mercato internazionale.

Al Ministro dello Sviluppo Economico

Premesso che:
il Made in Italy e in particolare il Made in Italy agroalimentare rappresenta una straordinaria leva competitiva per la crescita del Paese;

la Coldiretti ha denunciato in modo dettagliato e preciso una serie di iniziative poste in essere da società partecipate dal Ministero dello Sviluppo Economico di svendita dell’economia e dei nostri territori che hanno fatto parlare, con una notevole eco su tutti gli organi di comunicazione, di una vera e propria contraffazione di Stato;

il contrasto alla contraffazione ha, del resto, conseguenze economiche e sanitarie di rilievo tanto per le imprese quanto per i consumatori, sì che tutte le parti sociali (Abi, Alleanza cooperative italiane, Ania, Cgil, Cia, Cisl, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Reteimprese Italia, Ugl, Uil), con un documento unitario del 4 agosto 2011, nella definizione delle priorità sulle quali operare per rilanciare la crescita, hanno chiesto di “attuare politiche incisive volte alla promozione e difesa del Made in Italy di qualità quale leva competitiva del Paese in grado di valorizzare il lavoro, il capitale e il territorio italiano, sfruttando il potenziale di penetrazione commerciale all’estero delle imprese italiane”;

Nelle dichiarazioni sugli indirizzi e le linee programmatiche espresse al Parlamento (audizione 19 aprile 2011), lo stesso Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali non ha lasciato dubbi sulla responsabilità di affrontare con decisione la lotta alla contraffazione. A proposito delle innumerevoli circostanze in cui i prodotti agroalimentari italiani sono preda di sofisticazioni e frodi, il Ministro ha rilevato: “intendo attivarmi per garantire una piena tutela informativa ai consumatori italiani e, al contempo, attraverso un’adeguata azione a livello europeo e mondiale, intendo supportare il vero Made in Italy contrastando quei fenomeni degenerativi denominati, nel gergo italian sounding, che sono da considerarsi altamente decettivi e ingannevoli (penso a prodotti con lo stivale, con la bandiera o con denominazioni che evocano malamente prodotti nazionali), i quali, in modo scorretto, speculano sulla nostra forza, sulla nostra cultura, sulla nostra tradizione per attivare meccanismi di vero illecito concorrenziale, vanificando ingiustamente il sacrificio dei nostri operatori e abusando del buon nome italiano nei mercati internazionali”;

considerato che:

in particolare, la Coldiretti ha denunciato, dopo il caso dell’azienda casearia Lactitalia, anche il caso Parmacotto di cui risulta proprietaria codesta Amministrazione tramite la partecipazione della Società italiana per le imprese all’Estero – Simest;

nella risposta scritta, pubblicata giovedì 10 marzo 2011, all. b) della seduta n. 447 all’interrogazione 4-08770, il Ministro allora in carica delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha parlato dell’adozione di “una serie di iniziative, avvalendosi della collaborazione del Ministero dello Sviluppo economico e della società erogatrice del finanziamento pubblico «Simest s.p.a.»”. In particolare, si è portato a conoscenza che “tutte le amministrazioni coinvolte stanno già predisponendo ulteriori criteri per l’assegnazione dei progetti di finanziamento nell’ambito dell’internazionalizzazione delle aziende agroalimentari, al fine di scongiurare qualsiasi tipo di appropriazione indebita delle denominazioni protette ed impropri richiami all’origine italiana dei prodotti ottenuti e commercializzati”. È stata data, inoltre, notizia dell’istituzione di “un tavolo tecnico di lavoro per predisporre le linee guida di settore (da inserire nei prossimi contratti di finanziamento delle iniziative imprenditoriali) il cui rispetto costituirà, non solo, un mezzo di valutazione per l’ammissibilità delle domande, ma consentirà, al contempo, di evitare fenomeni di concorrenza sleale nei confronti dei produttori nazionali”;

più in particolare,la Società Italianaper le Imprese all’Estero finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero, controllata per il 76% dal governo italiano, opera come partner qualificato delle imprese che scelgono l’internazionalizzazione per affermare la propria presenza sui mercati esteri;

la Simest ha recentemente stipulato con il gruppo Parmacotto, azienda italiana leader nel settore dell’agroalimentare, un accordo che prevede un investimento di 11 milioni di euro nel capitale sociale dell’azienda, finalizzato ad una sua ulteriore espansione in Francia, Germania e Stati Uniti dove punta a consolidare la propria presenza;

l’azienda in questione, con il supporto di Simest, ha già avviato anche negli Stati Uniti un progetto che ha portato all’apertura di un punto vendita monomarca a New York e prevede di  strutturare una vera e propria catena di locali caratterizzati dall’offerta di prodotti italian sounding, tanto è vero che Alessandro Rosi, amministratore delegato di Parmacotto, ha dichiarato: “la metà circa delle carni suine lavorate nel mio gruppo, che non produce solo prosciutto cotto, viene da fuori: Francia, Danimarca, Spagna e Germania, per lo più […] Ciò che conta è il know how, la lavorazione delle carni. E’ un fatto di cultura […] Prendiamo il caso del salame. Negli Stati Uniti ne è proibita l’esportazione, perciò nel nostro emporio di Manhattan non possiamo vendere i nostri prodotti italiani. Perciò un tecnico della nostra azienda di San Gimignano si è trasferito nel New Jersey importando lì metodi e processi di produzione in ogni passaggio, adottati in Toscana. Il risultato è che a Manhattan lei può trovare una finocchiona che non teme il confronto con quella toscana […] Dal punto di vista culturale è una finocchiona Made in Italy. L’importante è che la carne sia di prima scelta, trattata nelle condizioni migliori”;

nei punti vendita già aperti nell’Unione europea e negli Stati Uniti, dedicati alla salumeria tradizionale italiana, segmento di eccellenza del Made in Italy e sinonimo di qualità e genuinità, si vendono alimenti realizzati con ingredienti e materie prime non italiane confezionati sul posto con etichette e marchi che evocano prodotti tipici della gastronomia italiana e delle specialità regionali;

rilevato che:

con l’obiettivo di cogliere e segnalare anomalie, indicatori e forme nelle quali, anche al di fuori del nostro Paese, possono presentarsi le diverse modalità della contraffazione, è stata istituita con deliberazione del 13 luglio 2010 un’apposita Commissione parlamentare di inchiesta, rafforzando il contrasto a tale fenomeno;

la stessa volontà del Parlamento di tutelare l’identità e la territorialità dell’autentico Made in Italy agroalimentare non è in discussione, se facciamo riferimento non solo alla recente normativa settoriale sull’olio extravergine di oliva quanto, soprattutto, alle disposizioni generali in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari (legge 3 febbraio 2011, n. 44) approvate al fine di assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti, oltre che al fine di rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari;

la diffusione di prodotti che traggono in inganno circa la vera origine geografica realizza un evidente danno all’immagine della nostra produzione agroalimentare nazionale, raggirando i consumatori che non vengono messi in condizione di scegliere in modo responsabile;

le operazioni di sostegno dell’Italian sounding, da parte della Simest, determinano, tuttavia, danni ancora più gravi in quanto bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della “saturazione” del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo altresì ai consumatori di effettuare una corretta comparazione sulla base della diversa qualità e convenienza con  prodotti autentici del Made in Italy;

il sostegno della Simest alle attività di commercializzazione di prosciutti ed altri salumi della tradizione italiana da parte di Parmacotto al fine di creare una rete di locali per la ristorazione si inserisce, tra l’altro, in un periodo di grave crisi dell’allevamento di suini nel nostro Paese;

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali vantaggi per il sistema agroalimentare nazionale la Simest abbia promosso con una strategia di finanziamento all’estero di imprese che commercializzano prodotti con una falsa identità di origine, utilizzando manodopera, presentandosi quale soggetto d’imposta e creando valore aggiunto all’estero;

se e quali iniziative intenda assumere per verificare i criteri con cui vengono scelti, da parte della Simest, i progetti da finanziare;

se non ritenga di procedere, attraverso le strutture preposte del proprio Dicastero, al blocco degli attuali investimenti in attività di delocalizzazione di produzioni agroalimentari che costituiscono attività di concorrenza sleale;

se e come intenda documentare al Parlamento e all’opinione pubblica i controlli che la Simest ha effettuato ed effettua sulle attività del settore agroalimentare delle quali acquisisce partecipazioni ovvero sostiene attraverso altre modalità affinché sia garantita la conformità allo scopo sociale;
quali chiarimenti, precisi e incontrovertibili, intenda formulare a proposito del riscontro delle necessarie informazioni circa le partecipazioni e finanziamenti ad altre società del settore agroalimentare;

come intenda valutare il danno sofferto dalle imprese nazionali a fronte dell’avvenuta occupazione di mercato da parte di imprese, come Parmacotto, che accaparrando finanziamenti hanno immesso prodotti soltanto imitativi di quelli autentici italiani, eliminando o riducendo sensibilmente le future possibilità di scelta dei consumatori in termini di confronto di qualità e di prezzo;

quali iniziative intenda assumere per sanzionare la più grave irregolarità commessa dai responsabili di Simest di violazione nel commercio da parte della Società Parmacotto da essa partecipata delle norme in materia di protezione di denominazioni di origine protetta a proposito della promozione di un prodotto (salumi calabresi) che gode del riconoscimento europeo;

rispetto alla recente scelta del Parlamento di valorizzare l’effettiva origine geografica degli alimenti ed al sostegno dichiarato dal Governo di procedere all’attuazione della legge sull’etichettatura attraverso l’adozione dei decreti attuativi, se non valuti gravemente lesivo delle linee programmatiche di sviluppo economico l’operato dei rappresentanti legali di Simest;

se, conseguentemente, in che tempi e secondo quali modalità, intenda revocare il mandato di rappresentanza agli attuali amministratori di Simest;

se e in che termini intenda declinare l’impegno ad intraprendere progetti di promozione all’estero dei veri prodotti del Made in Italy compatibilmente con la ricchezza dei nostri territori e la pluralità delle nostre produzioni, anche più specificamente eliminando le barriere sanitarie che, proprio nel settore della carne, ostacolano il commercio con l’estero.

Agricoltura, nove disegni di legge dal Pd Illustrati dalle senatrici Bertuzzi e Pignedoli: «Proposte per il rilancio del settore»

Da: Il Resto del Carlino – edizione del 15-01-2012
COMPETITIVITÀ, ricambio generazionale, semplificazione e governance. Parole chiave delle nove proposte di legge del gruppo Pd della Commissione Agricoltura del Senato, presentate dalla capogruppo Leana Pignedoli e dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi, ex sindaco di Copparo. I disegni di legge, alcuni dei quali in discussione, puntano al rilancio dell’agricoltura. Per le due senatrici è d’obbligo sottrarla al vuoto politico creato dall’alternarsi di tre ministri in pochi anni. All’instabilità dei ministeri, scontata dagli agricoltori sul mercato nazionale ed europeo, si somma la preoccupazione per l’Imu, che tocca i fabbricati rurali e i terreni agricoli, sulla quale il gruppo Pd in Senato, ha annunciato la Bertuzzi, presenterà degli emendamenti per dare all’imposta i contorni dell’equità. «Il nostro pacchetto vuole avviare una reale politica agraria — spiega la Bertuzzi –— e abbraccia una visione d’insieme, di lungo respiro, nel quale s’intrecciano temi come salute, ambiente e cibo». Nel momento in cui il governo Monti affronta la fase di crescita, investire sulle potenzialità dell’agricoltura e dell’agrolimentare è decisivo. «Dobbiamo sviluppare la capacità di internazionalizzazione e favorire l’innovazione di prodotto per essere competitivi», spiega la Pignedoli. «Abbiamo produttori capaci, ma non sappiamo commercializzare — continua —. Bisogna essere un po’ più imprenditori». Constatazioni a cui si ispirano i disegni di legge nei quali le organizzazioni di produttori hanno un ruolo più marcato. Le proposte prevedono, tra le altre cose, il riordino di normative spesso in contraddizione tra loro e la riorganizzazione degli undici enti di ricerca e gestione dei Pac, che impiegano 4mila persone e dispongono di 3,5 miliardi. «Il ricambio generazionale va affrontato in maniera seria», prosegue la Bertuzzi. Il 40% dei terreni agricoli regionali è gestito da ultracinquantenni e i giovani, pochi, si scontrano con molti problemi, inclusa la difficoltà di ottenere finanziamenti. «Il mondo del credito è inadeguato alle nuove richieste dell’agricoltura, per questo siamo favorevoli alla costituzione della Banca della Terra caldeggiata dall’Europa», dice la Bertuzzi, che mette sul tavolo la questione delle terre pubbliche: una chanche per i giovani agricoltori. «Ci sono 360mila ettari la cui vendita è stata affidata dalla legge di stabilità all’Agenzia del Territorio, i terreni possono essere alienati con trattativa privata e cambiare destinazione d’uso».

«Un settore trascurato»

La senatrice Bertuzzi: manca una politica unitaria e bisogna formare i giovani
Da: La Nuova Ferrara – edizione del 15-01-2012

Non era una semplice platea “di partito” quella che ha ascoltato le senatrici Maria Teresa Bertuzzi e Leana Pignedoli – venerdì sera all’hotel Astra – presentare le proposte di legge del Pd per lo sviluppo agricolo, con molti imprenditori venuti ad ascoltare e dibattere. Le due senatrici fanno parte della Commissione Agricoltura del Senato. Entrambe emiliane, ferrarese e reggiana, hanno avuto esperienze come amministratrici e sindaci nelle proprie realtà locali e da questi percorsi è nata la scelta di occuparsi di agricoltura. Nel descrivere le varie proposte di legge, la senatrice Pignedoli traccia un quadro della situazione corrente a tratti allarmante: il settore primario italiano, pur avendo eccellenze riconosciute in tutto il mondo, è stato trascurato sempre più durante gli anni, diventando una sorta di “terra di nessuno” in cui non c’è traccia di una politica nazionale vera e propria. Ogni intervento è stato di tipo sussidiario, e non ha mai incentivato l’agricoltura come quella importante risorsa che può diventare una chiave della ripresa economica. Il fatto che nell’ultima legislatura si siano succeduti quattro ministri dell’agricoltura e nelle leggi finanziarie mancasse totalmente una sezione dedicata allo sviluppo agroalimentare testimonia questo trend. Il cambio di mentalità che le senatrici propongono è quello di considerare l’agricoltura un comparto strategico della ripresa, e individuano tre settori su cui intervenire: competitività, territorio e semplificazione. Bertuzzi ha fatto notare come la prima questione sia legata a un ricambio generazionale. Meno di un agricoltore su 10 ha meno di 40 anni, mentre quasi quattro superano i 65. «Un gap pazzesco – dice la senatrice – soprattutto considerando che i proprietari del 40% dei terreni agricoli superano i 50 anni. Il punto su cui concentrarsi sarebbe la formazione. Il settore agricolo ha bisogno di sempre più competenze che solo le nuove generazioni possono portare, unendo alle capacità tecniche le nozioni scientifiche e gestionali, la cui carenza oggi porta alla svalutazione di prodotti di per sé eccellenti. Si è proposta poi l’istituzione di una Banca delle terre agricole che permetta l’accesso ai terreni per chi vuole iniziare un’impresa».

Presentazione dei DDL Agricoltura, Ferrara 13 Gennaio

Venerdì 13 gennaio, alle ore 21, presso la sala conferenze dell’hotel Astra di Ferrara, la Senatrice Maria Teresa Bertuzzi, insieme alla Senatrice Pignedoli, capogruppo in Commissione Agricoltura del Partito Democratico, presenteranno le proposte di legge che il gruppo ha elaborato nel corso della legislatura su alcuni temi chiave per il rilancio dell’Agricoltura del Paese: competitività, ricambio generazionale, semplificazione e governance. Iniziativa già fissata per il 5 di dicembre e soppressa per convocazione urgente dell’aula. A distanza di un mese l’argomento è quanto mai attuale, poiché in questo momento il governo sta definendo le misure della crescita. L’agricoltura italiana ha le carte in regola per svolgere un ruolo vincente nella ripresa economica del nostro Paese, e deve essere messa nelle condizioni di competere nei mercati interni ed internazionali. La questione riguarda non solo chi fa agricoltura, ma tutti noi. Il rischio di abbandono delle terre è sempre più alto” afferma la senatrice Bertuzzi ” le proposte di legge scaturiscono da un lungo confronto con il mondo dell’agricoltura e cercano di fornire una visione strategica di lungo respiro. Nuovi fattori di competitività, innovazione nei prodotti e nei processi produttivi, sistemi imprenditoriali e non deboli individualità, aggregazioni di imprese e territori, formazione e rinnovate competenze, ma anche semplificazione burocratica e riorganizzazione degli Enti Pubblici, che gestiscono risorse per più di 3,5 miliardi e impiegano 4mila persone, spesso con funzioni doppie o triple che si sovrappongono”.

“Il ricambio generazionale è il blocco più forte al cambiamento, all’innovazione, a qualsiasi strategia di lungo periodo,e in agricoltura i tempi brevi sono poco significativi.  1 imprenditore su 10 ha meno di 40 anni mentre 4 ne hanno più di 65. Potenzialità occupazionali enormi, ma barriere altissime. Oltre agli investimenti iniziali, che richiedono un nuovo approccio del sistema nella valutazione del rischio e delle garanzie, nell’accesso al credito, oltre alla sostenibilità del reddito, il giovane in agricoltura ha una barriera in più: il costo della terra. Oggi il grande tema delle terre pubbliche è l’occasione per sostenere chi vuol fare impresa, chi vuol fare produzione. Partiamo dalla Banca delle terre agricole, prima di accorgerci di aver svenduto un bene pubblico, la terra, che è fattore produttivo, a chi non ha alcun interesse alla produzione”

Questi alcuni dei contenuti delle proposte di legge che verranno presentate. “L’iter legislativo per alcune è già iniziato. C’è spazio per il confronto e noi cerchiamo di promuoverlo a tutti i livelli territoriali”. Hanno assicurato il loro autorevole contributo la Presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, l’Assessore Regionale all’Istruzione, Formazione e Università, Patrizio Bianchi, Amministratori dei Comuni, le rappresentanze economiche, sindacali e sociali.

Assemblea PD Unione Terre e Fiumi: Grande lavoro del PD per recuperare equità nella manovra

Lunedì 19, presso la sede del PD di Copparo, si è tenuta l’assemblea dei direttivi dell’Unione Terre e Fiumi, con la partecipazione della Senatrice Maria Teresa Bertuzzi. All’ordine del giorno, la manovra del Governo Monti e la posizione del Prtito Democratico. In apertura, il segretario comunale di Copparo, Marco Mazzali, ha ricordato come <<solo un anno fa, il nostro segretario nazionale era accusato di “catastrofismo”. Oggi, ci troviamo davanti ad un governo di impegno nazionale, che deve far fronte ad una situazione senza precedenti per la storia della nostra Repubblica. Un governo – ci tengo a ricordarlo – che non è il nostro>>.  “qui, sull’orlo del fallimento del Paese, ci ha portato il Governo Berlusconi, con il PDL e la Lega” , partendo da questa dichiarazione, la senatrice Bertuzzi ha ripercorso le tappe fondamentali dei tre anni e mezzo della legislatura.

<<Quando, nel 2008, Berlusconi vinse ottenendo la maggioranza più ampia mai ottenuta nel nostro Paese, eravamo tutti convinti che sarebbero arrivate riforme liberiste, alleggerimento della pressione fiscale riduzione della spesa pubblica, semplificazione e, soprattutto, “controllo dei conti”. Nulla di ciò è stato: per 3 anni si è continuato ad operare tagli lineari, assenza di misure per la crescita, con un debito e una spesa pubblica che hanno continuato ad aumentare, erodendo gradatamente l’autonomia degli Enti Locali, che hanno risposto invece alla richieste di rigore, all’insegna dell’urgenza e della mancanza di prospettive, sino ad arrivare al luglio di quest’anno, quando gli italiani sono stati obbligati ad imparare per la prima volta le parole ‘spread’ ed ‘insolvenza dello Stato’. Noi abbiamo costantemente raccontato la verità e richiamato alla responsabilità, denunciando la mancanza di timone alla guida>>.

Per arrivare alla manovra, approvata alla Camera nel testo della Commissione, decisamente migliorata rispetto a quella presentata da Monti. Bertuzzi ha ricordato <<il grande lavoro fatto dai nostri gruppi parlamentari e dai nostri dirigenti per recuperare equità pur mantenendo inalterati i saldi a la struttura, soprattutto su IMU e pensioni. Restano però due emergenze: i lavoratori precoci e coloro che hanno perso il lavoro e si sono visti allontanare la data per tornare ad avere un reddito. Si doveva fare di più anche in tema di liberalizzazioni ed evasione fiscale>>. In conclusione, ribadendo che gli schieramenti nel Parlamento non sono cambiati, la Senatrice ha auspicato che, messo in sicurezza i conti, la seconda fase metta in campo misura per la crescita, recuperando le necessarie misure di equità.

Aperto il dibattito, le osservazioni sulla manovra ed alla sua impostazione arrivano dai rappresentanti del circolo di Coccanile i quali, in una lettera inviata alla struttura provinciale, regionale ed alla segreteria di Bersani esplicitano la sintesi degli ultimi direttivi di circolo. Non mancano nemmeno, però, le considerazioni di chi come Cardinale e Guglielmini riconoscono all’attuale governo un profilo culturale inedito per questo Paese, ma allo stesso tempo imbrigliato nella mancanza di <<nuovi strumenti con cui poter operare>>.

Convegno sulla sicurezza alimentare

 Venerdì 16 dicembre si è svolto, presso il Centro Parco Verde di Copparo, il convegno organizzato da SPI-CGIL e Federconsumatori sulla sicurezza alimentare e tutela dei consumatori. Tra i relatori erano presenti la Senatrice Maria Teresa Bertuzzi in qualità di membro della Commissione Agricoltura del Senato, il sindaco di Copparo Nicola Rossi, Nicola Gherardi Presidente Provinciale di Confagricoltura, Roberto Casotti responsabile provinciale di “Campagna Amica” Coldiretti e Luca Bentivoglio responsabile economico di CIA Ferrara. Dopo l’apertura del Segretario SPI di Copparo, Mario Tamoni, che ha sottolineato l’importanza di iniziative volte a portare consapevolezza sui prodotti che le nostre famiglie consumano tutti i giorni, il Sindaco Rossi ha espresso l’esigenza di ragionare in termini di concretezza. <<Copparo e la provincia di Ferrara, hanno una forte tradizione agricola. La manovra di cui si discute in questi giorni, con l’applicazione dell’IMU, andrà ad infierire anche sul settore agricolo, che negli ultimi anni non è stato sostenuto a sufficienza. Un settore di enorme importanza, in quanto è chi ci lavora che ci assicura la qualità dei nostri alimenti>>.

Ampio, ma nello stesso tempo estremamente concreto il ragionamento sviluppato da Bertuzzi, che ha ricordato come <<nel mondo, anziché calare, le persone che soffrono la fame aumentano con l’aumentare della popolazione. Oggi queste persone sono più di un miliardo. Da qui la necessità per la politica di trovare strategie di largo respiro volte a risolvere una piaga che va allargandosi e porre regole certe sul meccanismo degli scambi>>. Sulla situazione italiana la Senatrice non ha dubbi: <<le nostre imprese sono quelle che più si sono innovate nel mondo dell’agricoltura: la sicurezza alimentare sui nostri prodotti esiste già. Il nostro sforzo deve essere quello di far seguire il nostro modello di regole anche a chi importa prodotti nel nostro Paese. E’ assolutamente necessario, inoltre, che la politica si faccia garante del riconoscimento che deve pervenire agli agricoltori, in quanto tutto ciò è legato alla nostra salute.>>

A seguire, Gherardi ha sollevato la questione della nuova PAC <<che condizionerà in maniera pesante gli agricoltori italiani da qui al 2020.>>. Una riforma, secondo il presidente Confragricoltura, incoerente con la necessità di aumentare il livello di produzione al fine di soddisfare l’aumento della richiesta di cibo da qui ai prossimi anni. Sottolineata, con altrettanto vigore da tutti i relatori, la questione dei prezzi dei prodotti agricoli <<Dobbiamo poter garantire a tutti i nostri produttori quella marginalità di guadagno sufficiente a rimanere sul mercato>> ha affermato Casotti, che entrando nello specifico dei costi e dei ricavi ha descritto una situazione allarmante per chi oggi fa agricoltura. Infine Bentivoglio ha chiarito come l’Italia abbia un meccanismo di controllo e produzione che <<assicurano qualità e genuinità dei prodotti>>. Tra questi, anche le produzioni DOP dell’aglio e IGP del riso nella provincia di Ferrara,  che dimostrano quotidianamente come in agricoltura ci sia gente <<seria e determinata a seguire le regole>>.

Interrogazione, Concorso dirigenti scolastici

Premesso che:

il regolamento governativo emanato con decreto del Presidente della repubblica 10 luglio 2008, n. 140, all’articolo 4, comma 3, prevede che “alle prove concorsuali si accede mediante preselezione” e all’articolo 5, disciplina le modalità della “procedura di preselezione”;

sulla base di tali disposizioni normative generali, il 13 luglio 2011 è stato emanato il Decreto del Direttore Generale dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, pubblicato sulla G.U. – 4a Serie Speciale – “Concorsi” n. 56 del 15/07/2011, con il quale è stato bandito il concorso per esami e titoli per il reclutamento dei dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi;

lo svolgimento della prova preselettiva – unica per tutti, ma svolta, per esigenze organizzative, nelle varie Regioni il 12 ottobre 2011 – è stato gravemente inficiato sia dalle modalità operative scelte per la predisposizione e lo svolgimento della prova medesima, assolutamente non corrispondenti ai criteri individuati dalla legge e dalle altre norme che prevedono e autorizzano tale tipo di prova, sia da una serie di irregolarità, formali e sostanziali, verificatesi in sede di svolgimento della prova e poi in sede di correzione degli elaborati;

tali gravi illegittimità hanno determinato l’esclusione dall’elenco degli ammessi alle successive prove scritte di alcuni concorsisti, i quali hanno presentato ricorso ai rispettivi Tribunali Amministrativi regionali, chiedendo, oltre ad un accertamento in merito alla regolarità dello svolgimento della suddetta prova preselettiva, misure cautelari monocratiche e/o collegiali per ottenere l’ammissione con riserva alle prove scritte del concorso a 2386 posti di dirigente scolastico;

considerato che:

nella sentenza n. 601 del 1999 del Consiglio di Stato, IV sez., si legge che “l’applicazione di un criterio tecnico inadeguato, fondato su operazioni non corrette o insufficienti” è suscettibile di generare “un vizio di legittimità”;

inoltre, lo stesso Consiglio di Stato, V sez., con la sentenza n. 1247 del 2001, ha riconosciuto l’ammissibilità di una “verifica dell’attendibilità delle operazioni tecniche sotto il profilo della loro correttezza, quanto a criterio tecnico ed a procedimento applicativo”;

così, anche il TAR Lazio, sez. I quater, nella sentenza n. 5121 del 2006, ha riconosciuto che “ la predisposizione di determinati questionari, utili per selezionare i candidati che aspirino a risultare vincitori in un concorso pubblico, può essere oggetto di sindacato da parte del giudice amministrativo, almeno al fine di verificare se l’Amministrazione abbia o meno operato nel rispetto di quanto dalla stessa stabilito nel bando di concorso, in osservanza del principio di effettività della tutela ricavabile dagli artt. 24 e 113 della Costituzione”;

rilevato che:

mentre i Tribunali Amministrativi delle Regioni Sardegna, Puglia, Calabria e Lombardia hanno ammesso alle prove scritte con riserva i concorsisti che avevano fatto ricorso, al contrario il TAR del Lazio, con ordinanza n. 4648/2011, non ha accolto la stessa istanza cautelate, determinando così, di fatto, una sperequazione di trattamento fra concorsisti ricorrenti;

il Consiglio di Stato ha fissato per il 20 dicembre 2011 la Camera di consiglio per la discussione dei ricorsi di appello al TAR del Lazio;

il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha fissato per i giorni 14 e 15 dicembre 2011 lo svolgimento delle prove concorsuali per i candidati che hanno superato la prova preselettiva;

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quali siano le sue valutazioni in merito alla situazione;

se non ritenga opportuno assumere iniziative in merito al suddetto concorso, anche e soprattutto alla luce della circostanza per cui la mancata preventiva discussione dell’appello citato rispetto allo svolgimento delle prove concorsurali, potrebbe comportare l’annullamento della prova preselettiva e delle consequenziali prove scritte programmate, con grave danno anche per l’erario.

Lettera al Ministro dell’Istruzione

Alla cortese attenzione
Il.mo Signor Ministro
Francesco Profumo
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Oggetto: istanza di rinvio delle prove scritte del concorso “per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli Istituti educativi”, indetto con Decreto del Direttore Generale – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Dipartimento per l’Istruzione, Direzione Generale per il Personale Scolastico, del 13.07.2011, (in G.U. 4° Serie Speciale, n. 56, del 15.07.2011).

Illustrissimo Signor Ministro,

Il regolamento governativo emanato con D.P.R. 10 luglio 2008, n. 140, all’articolo 4,
comma 3, prevede che “alle prove concorsuali si accede mediante preselezione” e, all’articolo 5, disciplina le modalità della “procedura di preselezione”. Pertanto, sulla base di tali disposizioni normative generali, il 13 luglio 2011 è stato emanato il Decreto del Direttore Generale dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, pubblicato sulla G.U. – 4a Serie Speciale - “Concorsi” n. 56 del 15/07/2011, con il quale è stato bandito il concorso per esami e titoli per il reclutamento dei dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi.
Molti tra coloro che hanno partecipato alla prova preselettiva – unica per tutti, ma svolta,
per esigenze organizzative, nelle varie Regioni – tenutasi il 12 ottobre 2011, e risultati non inclusi nell’elenco degli ammessi alle prove scritte, ritenendo la prova preselettiva inficiata da gravi illegittimità, hanno fatto ricorso ai rispettivi Tribunali Amministrativi Regionali.
Secondo i ricorrenti, lo svolgimento di tale prova è stato gravemente inficiato sia dalle modalità operative scelte per la predisposizione e lo svolgimento della prova medesima, assolutamente non corrispondenti ai criteri individuati dalla legge e dalle altre norme che prevedono e autorizzano tale tipo di prova, sia da una serie di irregolarità, formali e sostanziali, verificatesi in sede di svolgimento della prova e poi in sede di correzione degli elaborati. Tali gravi illegittimità hanno determinato l’esclusione dall’elenco degli ammessi alle successive prove scritte di alcuni concorsisti, i quali hanno presentato ricorso ai rispettivi Tribunali Amministrativi, chiedendo, oltre ad un accertamento in merito alla regolarità dello svolgimento della suddetta prova preselettiva, misure cautelari monocratiche e/o collegiali per ottenere l’ammissione con riserva alle prove scritte del concorso a 2386 posti di dirigente scolastico.E’ opportuno quindi richiamare la sentenza n. 601 del 1999 del Consiglio di Stato, IV sez., nella quale è affermato che “l’applicazione di un criterio tecnico inadeguato, fondato su operazioni non corrette o insufficienti” è suscettibile di generare “un vizio di legittimità”. Lo stesso Consiglio di Stato, V sez., del resto, con la sentenza n. 1247 del 2001 ha riconosciuto l’ammissibilità di una “verifica dell’attendibilità delle operazioni tecniche sotto il profilo della loro correttezza, quanto a criterio tecnico ed a procedimento applicativo”. Così, anche il TAR Lazio, sez. I quater, nella sentenza n. 5121 del 2006, ha riconosciuto che “ la predisposizione di determinati questionari, utili per selezionare i candidati che aspirino a risultare vincitori in un concorso pubblico, può essere oggetto di sindacato da parte del giudice amministrativo, almeno al fine di verificare se l’Amministrazione abbia o meno operato nel rispetto di quanto dalla stessa stabilito nel bando di concorso, in osservanza del principio di effettività della tutela ricavabile dagli artt. 24 e 113 della Costituzione”.

In conclusione, considerato che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
ha fissato per i giorni 14 e 15 dicembre 2011 lo svolgimento delle prove concorsuali per i candidati che hanno superato la prova preselettiva, affinché sia effettuata una valutazione più approfondita della vicenda sopraesposta, si pone con urgenza la necessità di adottare un provvedimento cautelare che sospenda e rinvii lo svolgimento delle prove scritte ad altra data. In particolare, si tenga conto della circostanza per cui, mentre i Tribunali Amministrativi delle Regioni Sardegna, Puglia, Calabria e Lombardia hanno ammesso alle prove scritte con riserva i concorsisti che avevano fatto ricorso, al contrario il TAR del Lazio, con ordinanza n. 4648/2011, non ha accolto la stessa istanza
cautelate, determinando così, di fatto, una sperequazione di trattamento fra concorsisti ricorrenti. Dunque, se la sussistenza del “fumus boni iuris” appare evidente già alla luce delle argomentazioni fin qui esposte, “il periculum in mora” si ricava dalle considerazioni circa gli effetti gravemente pregiudizievoli che lo svolgimento delle prove scritte, il 14 e 15 dicembre prossimo, avrebbe per tutti i partecipanti al concorso, e non solo per i ricorrenti: infatti, posto che il Consiglio di Stato ha fissato per il 20 dicembre 2011 la Camera di consiglio per la discussione dei ricorsi di appello al TAR del Lazio, la mancata preventiva discussione dell’appello citato, potrebbe comportare l’annullamento di tutta la prova preselettiva e delle consequenziali prove scritte programmate, con grave danno anche per l’erario.

In tale situazione, quindi, La sottoscritta affida a Lei, Signor Ministro, come più alto
rappresentante del sistema scolastico, la richiesta d’intervento e di risposte urgenti.

Con i più cordiali saluti,
Sen. Maria Teresa Bertuzzi

Il PD al lavoro per una maggiore equità

In tre settimane tutto è cambiato: l’Italia era sull’orlo del baratro, zimbello del mondo, preda della speculazione finanziaria, stremata da una serie di manovre pesantissime, improvvisate e inutili.  Il 9 novembre, Berlusconi ha perso la maggioranza in Parlamento, la sua maggioranza, la più ampia della storia della Repubblica, si è completamente sfaldata, con la rottura del patto di ferro con la Lega e un PDL  frantumato e “senza capo”.

La decisione di non andare alle elezioni anticipate e di sostenere il governo Monti ha significato per noi rinviare la vittoria elettorale immediata, che molti davano per certa, per “salvare l’Italia” dal fallimento. Di ciò non dobbiamo avere dubbi: il peso del debito e il blocco della crescita hanno reso il nostro un Paese a forte rischio di insolvenza, che significa mettere a rischio risparmi, stipendi e delle pensioni, servizi e molte aziende creditrici delle Pubbliche Amministrazioni.

Il recupero di credibilità è stato immediato: da Paese del bunga bunga siamo tornati ad essere autorevoli.

Quanto ci sono costate e ci costeranno la superficialità e l’inaffidabilità del governo delle destre di questi tre anni? Abbiamo perso tanto tempo e risorse. E ci troviamo a fare i conti con una manovra di ” emergenza” di 30 miliardi.

Rigore, crescita, equità: le parole usate dal Presidente del Consiglio all’indomani dell’incarico.

Rigore fa il paio con verità, una verità nascosta troppo a lungo: ci hanno chiamati catastrofisti, ancor oggi l’ex Presidente del Consiglio dichiara che i cittadini che affollano i ristoranti sono la prova che siamo in salute. Il fabbisogno è certo e l’Italia deve dimostrare la sua credibilità, che costa 16 miliardi ogni volta che aumenta dell’1% il rendimento dei titoli di Stato.

Crescita, l’elemento più di novità della manovra: agevolazioni per chi investe gli utili nell’azienda, deduzioni per le donne e i giovani, fondi di garanzia per le piccole e medie imprese e lo spostamento della tassazione sui patrimoni: su 30 miliardi, 14 arriveranno da IMU, bolli su c/c bancari e conti titoli, beni di lusso, capitali scudati.

Sull’equità si doveva fare di più e il Partito Democratico in Parlamento sta lavorando per ridurre l’impatto dell’ex ICI sulle famiglie con i redditi più bassi, come aveva fatto il Governo Prodi. Chi l’aveva tolta a chi ha di più è stato il primo atto della destra.

Sulle pensioni, il recupero dell’indicizzazione è un obiettivo prioritario per il quale la nostra proposta indica di reperire le risorse dai capitali scudati, dall’asta delle frequenze del digitale, tagli alle  inefficienze della Pubblica Amministrazione e soprattutto una maggiore incisività sulla lotta all’evasione. Come pure, una maggiore gradualità e la riduzione delle penalità per chi decide di andare in pensione con l’anzianità prevista.

Sull’equità non devono restare dubbi sul dovuto contributo di chi ha responsabilità pubbliche: non è demagogia, ma deve esserci trasparenza per non ritrovarci come risultato finale la svendita della rappresentanza democratica.